Dal 6 al 26 ottobre, la residenza artistica Asteria Guest & Artist House di Roseto Valfortore ospiterà Teuta Pashnjari, artista visiva multidisciplinare di origine albanese, attiva tra l’isola di Corfù e Berlino. Con un linguaggio che oscilla tra pittura e videoarte, il suo lavoro nasce da un dialogo intimo con la natura e si nutre di percezioni, emozioni e lente osservazioni del paesaggio.
Il progetto che Pashnjari svilupperà durante il suo soggiorno nei Monti Dauni si intitola “Echoes of the Mountain Light”. È una ricerca visiva e sensoriale che si propone di catturare l’atmosfera del territorio attraverso due principali direzioni: un’opera di videoarte e una serie di dipinti e disegni su carta. Il video sarà frutto di camminate esplorative e riprese silenziose che indagano la materia del paesaggio – il vento, le texture della pietra locale, i gesti quotidiani del borgo – mentre la produzione pittorica prenderà forma da un’attenta osservazione delle linee naturali di Roseto: alberi, erbe, colline e nuvole astratte trasposte in forme fluide, leggere, evocative.
Formatasi nelle belle arti con un periodo di sviluppo artistico durato quattro anni in Finlandia, Teuta Pashnjari porta con sé un’estetica sensibile ai mutamenti atmosferici, alla luce e ai silenzi dei luoghi. Il suo approccio è contemplativo, fatto di lentezza e di ascolto. La sua tavolozza si muove tra cromie espressive e toni minimali, riflettendo i luoghi che abita e interiorizza.
«Sono attratta dai paesaggi silenziosi e dai cambiamenti impercettibili dell’atmosfera», racconta l’artista. «Credo nella lentezza, nel lasciare che un luogo ti parli, e nell’arte come pratica dell’ascolto». Il suo processo creativo parte spesso dall’osservazione, per poi evolversi in una tensione tra controllo e spontaneità, dove ogni pennellata o inquadratura diventa un tentativo di catturare l’effimero: il fluire del tempo, il ritmo della natura, la trasformazione delle emozioni.
Durante la residenza, Pashnjari proporrà anche un laboratorio di pittura aperto alla comunità, in cui inviterà i partecipanti a osservare insieme il paesaggio, disegnando dal vero e coltivando una connessione più consapevole e profonda con l’ambiente circostante. Un’occasione per creare legami tra arte e territorio, tra gesto creativo e memoria collettiva.
“Echoes of the Mountain Light” si preannuncia come un racconto visivo intimo e poetico, capace di restituire la bellezza silenziosa di Roseto Valfortore attraverso immagini che parlano di presenza, natura e ascolto. Un omaggio delicato al ritmo lento della vita, alla luce delle montagne e alla forza evocativa delle cose semplici.

