Asteria Guest&Artist House apre la sua stagione primaverile accogliendo a Roseto Valfortore due nuove artiste in residenza: Ada Freund e Chiara Consiglio, duo coreografico internazionale che dal 4 al 24 maggio svilupperà un progetto di ricerca e creazione profondamente radicato nel corpo e nella relazione.
Le due danzatrici si incontrano durante il percorso di Master presso la PERA School of Performing Arts a Cipro, un contesto fertile in cui nasce la loro collaborazione artistica. Fin da subito, Ada e Chiara iniziano a lavorare insieme all’interno di un collettivo, approfondendo tematiche legate all’empatia cinestetica e sviluppando una pratica condivisa che oggi continua a evolversi tra creazione, performance e formazione.
Ada Freund, artista finlandese, si è diplomata alla Northern School of Contemporary Dance nel Regno Unito nel 2022 e ha successivamente completato gli studi post-laurea a PERA. Il suo lavoro è fortemente influenzato dalla dimensione ludica dell’immaginazione e dall’utilizzo di esperienze sensoriali come strumenti creativi. Ha firmato coreografie in forma di assolo, duetto e lavori di gruppo, esplorando sempre nuove possibilità di relazione tra corpo e percezione.
Chiara Consiglio, artista italiana, concentra la sua ricerca sulla continuità e sulla narrazione del movimento, integrando processi coreografici e drammaturgici in contesti interdisciplinari. Dopo il diploma presso Opus Ballet di Firenze, prosegue gli studi a PERA e oggi collabora con artisti provenienti da Italia, Finlandia e Germania. Parallelamente, conduce il “Laboratorio di Movimento”, una pratica aperta a danzatori e non danzatori, selezionata anche per la Biennale Mediterranea 20 a Nova Gorica.
Durante la residenza presso Asteria Guest&Artist House, il duo lavorerà al progetto “Alternative Spaces for Empathy”, una ricerca coreografica che indaga l’empatia cinestetica come strumento di connessione autentica, comunicazione e consapevolezza. Il progetto si fonda sulla fenomenologia – la filosofia dell’esperienza vissuta – e analizza come gli impulsi corporei possano generare nuove forme di relazione e presenza condivisa.
Attraverso la pratica incarnata, Ada e Chiara pongono domande fondamentali: come ci tocchiamo? Come desideriamo essere toccati? Quando il contatto è possibile, e può esistere una forma di “tocco” anche senza contatto fisico? Il lavoro esplora la dimensione sensoriale e fisica dell’esperienza, portando al centro temi come intimità, consenso e co-presenza.

Il concetto di empatia cinestetica viene sviluppato a partire dalla “kinesfera” del corpo, uno spazio in cui affettività, agency e interconnessione convivono. La ricerca si traduce in una pratica di movimento che indaga sia la dimensione interna (soggettiva) che quella esterna (spaziale), ispirandosi anche al concetto di “sfera del proprio” del filosofo Edmund Husserl. Tra gli elementi chiave emergono il contatto visivo, il respiro condiviso, il flusso, i cambiamenti dinamici e la negoziazione continua tra i corpi.
Il respiro, in particolare, diventa impulso cinetico e strumento di relazione, capace di costruire ritmi comuni e connessioni sottili tra performer e pubblico. L’obiettivo è coinvolgere attivamente gli spettatori, trasformandoli in partecipanti di un’esperienza che amplia il concetto di empatia su scala collettiva.
Il progetto culminerà in una performance finale della durata di circa 25-30 minuti, pensata per trasformare lo spazio pubblico in un ambiente relazionale, sensibile e inclusivo. L’intento è generare esperienze condivise che mettano il corpo al centro del dialogo sociale, favorendo connessioni autentiche tra individui e ambiente.
La scelta di sviluppare questo lavoro in un contesto come Roseto Valfortore non è casuale: lontano dai circuiti performativi tradizionali, il progetto trova qui un terreno ideale per attivare incontri spontanei e autentici. Lo spazio stesso diventa parte integrante della creazione, contribuendo a ridefinire le modalità di interazione e a rafforzare i temi centrali di empatia e connessione.
Con questa nuova residenza, Asteria Guest&Artist House si conferma come luogo di ricerca e sperimentazione, capace di accogliere pratiche artistiche contemporanee che interrogano il presente e aprono nuove possibilità di relazione tra arte, territorio e comunità.


