Dal 10 febbraio all’8 marzo, Asteria Guest&Artist House accoglierà a Roseto Valfortore l’artista Yarden (Jordan) Segal per una nuova residenza artistica dedicata allo sviluppo del progetto performativo My Freedom Prison (or The Recreation of Freedom).
Il lavoro nasce da un’esperienza estrema vissuta dall’artista in Thailandia nel marzo dello scorso anno, quando è stata ingiustamente incarcerata per dodici giorni in due diversi centri di detenzione dell’immigrazione. A partire da questo evento, Segal costruisce una performance che intreccia autobiografia, teatro fisico, voce, testo e composizione audiovisiva, interrogando le strutture della libertà e i confini della narrazione di sé.
Una prima versione del progetto è stata presentata nell’agosto 2025 a Luc-en-Diois, in Francia, concentrandosi sulla prima struttura di detenzione. In quell’occasione, la performance dialogava con immagini video registrate clandestinamente all’interno della cella e proiettate in scena. La fase di lavoro che prenderà forma durante la residenza ad Asteria Guest&Artist House espande il racconto includendo anche la seconda e più dura esperienza di detenzione a Bangkok, dove l’artista era rinchiusa insieme a 75 donne provenienti da tutto il mondo.
Nel corso della residenza, Segal integrerà nuovi materiali e strumenti performativi: un taccuino di disegni e storie delle donne incontrate, letture, poesie scritte in italiano e sperimentazioni sonore attraverso una loop station. L’obiettivo è avvicinarsi alla realizzazione completa di uno spettacolo della durata di circa 45–50 minuti, approfondendo e rielaborando una struttura già esistente.
Yarden Segal è una performance artist, danzatrice, poetessa ed educatrice, nata a Tel Aviv nel ’90 e con nazionalità portoghese. La sua pratica si colloca all’incrocio tra performance autobiografica, improvvisazione, teatro fisico e ricerca accademica. Formata alla School of Visual Theater di Gerusalemme, ha poi conseguito una laurea e un master in Letteratura Inglese, sviluppando una ricerca che esplora il potenziale dell’arte performativa nel raccontare esperienze di confinamento e nel tracciare percorsi di riconquista della libertà. Tra i suoi lavori solisti figurano No Point in a Finger (2019), Death by Thesis (2023) e Freedom Prison (2025).
La residenza ad Asteria Space rappresenta per l’artista un momento centrale di sviluppo artistico e umano, favorito anche dal forte legame con la lingua e la cultura italiana, che entrano direttamente nel tessuto della performance.
Asteria Guest&Artist House è felice di accompagnare questo processo di ricerca e creazione, confermando il proprio impegno nel sostenere pratiche performative contemporanee profonde, radicali e necessarie.

