Il collettivo guidato dal coreografo Mirko Riccardi arriva nel borgo dei Monti Dauni per sviluppare una nuova ricerca sulla comunicazione non verbale, tra corpo, gesto, relazione e solitudine contemporanea
Dal 1° al 16 settembre Roseto Valfortore accoglie una nuova residenza artistica dedicata alla danza contemporanea. Protagonista sarà ARIOcompany, collettivo fondato nel 2024 dal coreografo Mirko Riccardi, che porterà nel borgo dei Monti Dauni il progetto “How Should I Tell You?”, una ricerca sul corpo e sulla comunicazione non verbale che nasce da una domanda tanto semplice quanto universale: come possiamo comunicare davvero ciò che sentiamo?
Per quindici giorni Roseto Valfortore diventerà così uno spazio di ricerca, sperimentazione e creazione, nel quale i danzatori saranno chiamati a esplorare la forza comunicativa del gesto, del movimento e persino del silenzio. “How Should I Tell You?” parte infatti dall’idea che il corpo possa diventare un linguaggio autonomo, capace di esprimere emozioni, stati d’animo e conflitti interiori anche quando le parole non sono sufficienti.
Il progetto si inserisce nella ricerca artistica che caratterizza ARIOcompany, realtà nata con l’obiettivo di ridefinire i confini espressivi della danza attraverso la contaminazione di stili, linguaggi corporei e differenti forme artistiche. Al centro della ricerca del collettivo c’è il corpo inteso come strumento di comunicazione e trasformazione, in un dialogo costante con la musica, il video, la scena e la luce. Un approccio multidisciplinare che porta la danza anche fuori dai luoghi convenzionali dello spettacolo e che cerca di accorciare la distanza tra performer e pubblico.
Con “How Should I Tell You?” il collettivo si confronta con una delle contraddizioni più profonde della contemporaneità: viviamo in una società sempre più connessa, ma allo stesso tempo sempre più segnata dall’isolamento e dalla distanza emotiva. In questo scenario il gesto può diventare un ponte verso l’altro, ma anche rivelare la difficoltà di stabilire una connessione autentica. Un movimento può raccontare un bisogno di appartenenza, un silenzio può esprimere una distanza, un semplice gesto può diventare il tentativo di rompere una condizione di solitudine.
La ricerca coreografica si svilupperà progressivamente durante la residenza. Nei primi giorni il lavoro sarà concentrato sull’improvvisazione e sull’esplorazione del gesto, partendo dalle esperienze personali dei danzatori e dalle loro riflessioni sulla connessione, sulla disconnessione e sul bisogno di esprimersi. Successivamente il materiale fisico emerso dalla ricerca verrà selezionato e trasformato in una vera e propria composizione coreografica, attraverso la costruzione di quadri dedicati alle diverse forme della comunicazione non verbale: dialoghi, monologhi interiori, silenzi e incontri. Nella fase conclusiva, il lavoro sarà indirizzato alla definizione dell’ossatura drammaturgica e della messa in scena, con particolare attenzione alla relazione tra spazio, dinamica e intensità del gesto.
Il risultato atteso è una performance della durata indicativa di 30-40 minuti, nella quale il gesto diventa contemporaneamente narrazione, ponte e specchio delle relazioni umane. Un lavoro pensato non soltanto per essere osservato, ma per creare un dialogo emotivo con lo spettatore, invitandolo a interrogarsi sui propri modi di comunicare e sulle distanze che, spesso, separano le persone anche quando sono fisicamente vicine.
La residenza di Roseto Valfortore rappresenta una nuova tappa nel percorso di crescita di ARIOcompany, collettivo giovane ma già protagonista di importanti esperienze nel panorama della danza contemporanea italiana. Nel 2024 la compagnia ha vinto il bando coreografico “New Generation” con “Dance of Flavors”, una creazione dedicata al rapporto tra danza, cibo e sensi, e nello stesso anno ha partecipato al Gubbio Danz’Week, ottenendo il secondo premio. Nel 2025 il collettivo ha vinto la vetrina coreografica del Premio TID con “Verbo Essere” e ha partecipato come ospite al Premio DOC di Napoli e all’International Dance Competition di Spoleto, portando in scena anche “How Should I Tell You?”. La ricerca di Riccardi e del collettivo si è inoltre sviluppata attraverso produzioni e collaborazioni presentate in festival e rassegne dedicate alle nuove forme della scena contemporanea.

A guidare il progetto è Mirko Riccardi, coreografo e danzatore diplomato presso la Fondazione Lyceum di Mara Fusco e laureato magistrale in Scienze Motorie. La sua ricerca si muove tra creazione coreografica, insegnamento e performance, con una particolare attenzione alla tecnica moderna e contemporanea. Nel corso degli anni ha collaborato con importanti realtà e professionisti della danza e dello spettacolo e ha sviluppato produzioni che affrontano temi sociali e umani, consolidando un percorso artistico fortemente orientato alla ricerca e alla sperimentazione.
L’arrivo di ARIOcompany a Roseto Valfortore aggiunge dunque un nuovo tassello al percorso di valorizzazione del borgo come luogo capace di accogliere artisti, processi creativi e linguaggi contemporanei. La residenza non sarà soltanto un periodo di produzione per gli artisti, ma un’occasione per far dialogare la ricerca coreografica con un territorio, con i suoi spazi e con la sua comunità.
Ed è proprio questo uno degli aspetti più interessanti di “How Should I Tell You?”: portare una riflessione universale sulla comunicazione in un luogo nel quale il tempo, lo spazio e la dimensione della comunità possono favorire un rapporto più diretto e autentico con il corpo e con l’ambiente. A Roseto Valfortore, per quindici giorni, la domanda “Come dovrei dirtelo?” troverà così una risposta affidata non alle parole, ma al movimento.

