Prosegue il percorso di ricerca e sperimentazione di Asteria Guest&Artist House, che dal 21 al 31 luglio ospiterà la nuova residenza artistica dedicata ad “Asterione“, progetto ideato e diretto da Giovanni Onorato, con drammaturgia e interpretazione dello stesso Onorato insieme a Claudio Molinari e Susanna Re, sound design di Andrea Veneri e luci e scene di Francesco Tasselli.
La residenza rappresenta una nuova tappa del percorso di sostegno alla creazione contemporanea promosso da Asteria, che trasforma il borgo di Roseto Valfortore in uno spazio di incontro tra artisti, territorio e comunità, offrendo tempo e condizioni favorevoli alla ricerca teatrale.
“Asterione” è una riscrittura originale del mito del Minotauro che sceglie di ribaltare il punto di vista tradizionale. Al centro della scena non c’è l’eroe, ma il “mostro”: una figura poetica, fragile e profondamente umana, che dal suo labirinto osserva il mondo, immagina le vite degli altri e riflette sulla propria condizione. I riferimenti letterari attraversano alcune delle più affascinanti reinterpretazioni del mito, da Jorge Luis Borges a Julio Cortázar, fino ad André Gide, restituendo un Asterione lontano dall’immagine della creatura feroce e vicino a quella di un filosofo, di un escluso, di un uomo sospeso tra desiderio di libertà e impossibilità di appartenenza.
Lo spettacolo prende la forma di una sorta di musical contemporaneo e volutamente “sgangherato”, in cui dialoghi e canzoni si intrecciano continuamente. Le parole dei personaggi convivono con brani già esistenti, mentre la voce del Minotauro viene trasformata dal vivo grazie al lavoro di sound design di Andrea Veneri. Gli effetti sonori, diffusi nello spazio attraverso quattro diffusori, costruiscono un vero e proprio labirinto acustico, rendendo la voce stessa parte della drammaturgia.
Accanto ad Asterione si muovono Teseo e Arianna, interpretati rispettivamente da Claudio Molinari e Susanna Re. La loro relazione supera la lettura classica del mito per trasformarsi in un intreccio di desideri, ambiguità e solitudini. Teseo diventa il simbolo del potere che costruisce il proprio eroismo attraverso l’esistenza del mostro; Arianna è sospesa tra due amori e due mondi; Asterione incarna invece tutto ciò che la civiltà occidentale ha progressivamente relegato nell’ombra: il dubbio, l’ambiguità, la fragilità.
Il progetto riflette così sul rapporto tra luce e oscurità, ordine e caos, razionalità e istinto. Il labirinto diventa metafora della contemporaneità, uno spazio mentale in cui ogni pensiero rimanda a un altro senza trovare una sintesi definitiva, invitando lo spettatore a confrontarsi con quelle zone d’ombra che ancora oggi continuano a interrogare la nostra società.
Non è casuale la scelta di sviluppare questo lavoro proprio ad Asteria Guest&Artist House. Come sottolinea il regista Giovanni Onorato, il progetto condivide con il luogo una profonda affinità: “Asterione” dialoga con l’archetipo del labirinto come spazio di trasformazione e di confine, mentre il paesaggio dell’Appennino Dauno richiama un immaginario ancestrale, sospeso tra memoria e futuro. Roseto Valfortore diventa così il contesto ideale per approfondire una ricerca che mette in relazione mito, innovazione e identità dei luoghi.
Durante i dieci giorni di residenza, la compagnia lavorerà allo sviluppo della drammaturgia, della partitura sonora e della messa in scena, proseguendo il percorso creativo di un progetto attualmente in dialogo con il Romaeuropa Festival per una possibile collaborazione produttiva.
Con questa nuova residenza, Asteria Guest&Artist House conferma la propria vocazione a sostenere artisti e compagnie impegnati nella sperimentazione dei linguaggi contemporanei, offrendo uno spazio in cui il tempo della creazione diventa occasione di confronto, ricerca e crescita condivisa.

